Come calcolare il proprio rischio nel copy trading
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La risposta breve
Un segnale dà livelli, non dà la tua dimensione di posizione. Quella si calcola a partire da tre cose che appartengono a te: il tuo capitale, la percentuale che accetti di rischiare, e la distanza tra l’ingresso e lo stop del segnale. Copiare il lotto annunciato dall’autore è l’errore più frequente e più costoso, perché il suo lotto è dimensionato per il suo conto, non per il tuo. E se il segnale porta più obiettivi, bisogna decidere se la tua percentuale vale per l’insieme o per ciascun ordine: la differenza è un fattore pari al numero di obiettivi.
Un segnale dà livelli, non una dimensione
Quello che in un segnale è utile si riduce a pochi numeri: uno strumento, una direzione, un prezzo di ingresso, uno stop e uno o più obiettivi. Quei numeri descrivono un’idea di mercato e valgono per tutti.
Quello che non contiene è la tua dimensione di posizione. Non può contenerla, perché dipende da cose che l’autore ignora: quanto hai sul conto, quale parte accetti di rischiare, e in che valuta è denominato quel conto.
Detto altrimenti, un segnale si ricopia nei suoi livelli e si ricalcola nel suo volume. È l’unica parte del lavoro che spetta obbligatoriamente a te, ed è quasi sempre quella che si salta.
Perché copiare il lotto annunciato è l’idea peggiore
Molti canali mostrano un lotto, del tipo « 0,50 lotti ». Riprenderlo tale e quale equivale a prendere in prestito il dimensionamento di qualcuno di cui non sai nulla.
Prendiamo un caso concreto. L’autore ha 100.000 sul conto e rischia lo 0,5 %, cioè 500. Tu hai 2.000 e riprendi il suo lotto: la stessa posizione ti costa gli stessi 500 se lo stop viene toccato, ossia il 25 % del tuo conto su una sola operazione. Non hai copiato la sua strategia, hai copiato una cifra che aveva senso solo da lui.
A questo si aggiungono due scarti meno visibili. La valuta del tuo conto può differire dalla sua, il che sposta il calcolo. E la dimensione del contratto di uno stesso strumento varia da broker a broker, in particolare tra un conto standard e uno detto micro, dove un lotto rappresenta dieci volte meno. Lo stesso numero indica lì due esposizioni diverse.
Il calcolo corretto, con i livelli del segnale
È esattamente lo stesso che per una posizione decisa da te, salvo che l’ingresso e lo stop vengono dal segnale invece che dalla tua lettura.
Ti serve l’importo che accetti di perdere, cioè il tuo capitale moltiplicato per la tua percentuale. Poi la distanza tra l’ingresso e lo stop del segnale. Poi il valore di un punto di quella distanza per un lotto di quello strumento presso il tuo broker. Il tuo volume è l’importo accettato, diviso per la distanza moltiplicata per il valore del punto.
Una conseguenza da tenere a mente: un segnale con uno stop molto ampio impone un volume molto piccolo. Se il volume che ne esce ti sembra ridicolo, non è il calcolo a essere sbagliato, è il segnale che chiede di assorbire una distanza importante. Arrotondarlo a una cifra più comoda equivale ad aumentare il tuo rischio in silenzio.
Il dettaglio del calcolo, con un esempio completo, è nella nostra pagina sul rischio per operazione.
La trappola degli obiettivi multipli
La maggior parte dei segnali annuncia due, tre, a volte cinque obiettivi. Poiché un ordine può portare un solo obiettivo, seguire un segnale così significa piazzare più ordini, uno per obiettivo.
Ed è lì che il rischio sfugge di mano senza che ce ne si accorga. Se calcoli il volume per l’1 % e poi piazzi tre ordini di quel volume, non rischi l’1 % ma il 3 %, dato che i tre condividono lo stesso stop e cadranno insieme.
Ci sono solo due vie d’uscita coerenti, e una va scelta esplicitamente. O la tua percentuale vale per l’intero setup, e il volume calcolato si ripartisce tra gli obiettivi. Oppure vale per ordine, e accetti di rischiare quella percentuale moltiplicata per il numero di obiettivi. La prima è la convenzione ragionevole; la seconda è difendibile se la decidi con cognizione di causa. Quello che non è difendibile è non sapere in quale dei due casi ti trovi.
Quello che il segnale non ti dice
Primo, l’assenza di stop rende impossibile il calcolo. Un segnale senza stop non può essere dimensionato, ed è anche un segnale che è meglio non seguire: chi lo scrive non dice dove la sua idea è falsa.
Poi, l’orizzonte. La stessa coppia ingresso e stop può corrispondere a una posizione di venti minuti o di tre settimane, e questo cambia tutto nel modo in cui la sopporterai, senza cambiare nulla nel calcolo.
Infine, quello che succede dopo. L’autore può spostare lo stop, mettere al sicuro una parte, uscire a mano, senza che il canale lo annunci sempre. Erediti l’ingresso, non la gestione. Per questo il tuo dimensionamento deve reggere da solo, senza presupporre che qualcuno vigili per te.
Come se ne occupa AlphaGPT
Incolli il testo del segnale. Lo strumento ne estrae lo strumento finanziario, la direzione, l’ingresso, lo stop e gli obiettivi, ritrova lo strumento corrispondente presso il tuo broker con il nome che gli dà il tuo broker, legge il tuo capitale reale e mostra il volume che deriva dalla tua percentuale.
La percentuale si imposta una volta e vale per l’intero setup, il che chiude per costruzione la trappola degli obiettivi multipli descritta sopra.
Il seguito, cioè il piazzamento vero e proprio e i rifiuti che può provocare, è trattato nella nostra pagina sul piazzamento degli ordini di un segnale. Fare trading comporta un rischio di perdita del capitale.