Quanto rischiare per operazione e come calcolarlo
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La risposta breve
La convenzione più diffusa è l’1 % del capitale per posizione, il 2 % tra i più aggressivi. Ma la cifra conta meno di ciò che implica: rischiare l’1 % significa calcolare il volume A PARTIRE dalla distanza dallo stop, e non scegliere un volume abituale per poi piazzare lo stop. La stessa percentuale dà quindi un volume diverso a ogni posizione. Finché fissi per primo il volume, il tuo rischio non è dell’1 %, è semplicemente ignoto.
La cifra, e perché è secondaria
Un uno per cento del capitale per posizione. È la risposta che troverai ovunque, ed è ragionevole. Il due per cento ricorre spesso tra chi accetta oscillazioni più ampie del conto. Sotto lo 0,5 %, i costi e la differenza tra prezzo di acquisto e di vendita iniziano a pesare molto rispetto al guadagno cercato; sopra il 2 %, una serie di perdite ordinaria diventa difficile da assorbire, e ci torniamo più avanti.
Eppure questo dibattito sulla cifra occupa quasi tutta la discussione pur essendo il meno importante dei due temi. Chi applica il 2 % con rigore se la cava infinitamente meglio di chi crede di applicare l’1 % senza averlo mai calcolato.
Perché la percentuale non è un’impostazione che si sceglie in una piattaforma. È un risultato, quello di una divisione che nessuno ha voglia di fare proprio al momento di entrare.
Il calcolo, in tre numeri
Ti servono tre cose, e solo tre. L’importo che accetti di perdere, cioè il tuo capitale moltiplicato per la tua percentuale. La distanza tra il tuo ingresso e il tuo stop. E il valore di un punto di quella distanza per un lotto dello strumento che stai operando.
Il volume è allora l’importo accettato, diviso per la distanza dallo stop moltiplicata per il valore del punto.
Un esempio con cifre tonde. Conto da 5.000 $, rischio dell’1 %, quindi 50 $ accettati su questa posizione. Compri l’euro contro il dollaro a 1,0850 con uno stop a 1,0820, cioè 30 punti di distanza. Su quella coppia un punto vale circa 10 $ per un lotto standard, quindi il tuo stop costerebbe 300 $ se prendessi un lotto intero. Il tuo volume è 50 diviso 300, circa 0,16 lotti.
Cambia uno solo di questi tre valori e il risultato cambia. Uno stop largo il doppio dà un volume grande la metà, per esattamente lo stesso rischio in denaro. È tutto il senso del metodo: rende le tue posizioni confrontabili tra loro, mentre un volume fisso le rende inconfrontabili.
Ultimo punto, ed è quello che scoraggia dal calcolarlo a mano: il valore del punto dipende dallo strumento, dalla valuta del tuo conto e a volte dal momento. Non è lo stesso sull’oro, su un indice o su una coppia in yen. Va quindi ripreso ogni volta, sul simbolo esatto che il tuo broker ti espone.
Perché quasi tutti fanno il contrario
Il riflesso abituale consiste nell’aprire la finestra d’ordine, lasciare il volume solito, spesso 0,10 lotti perché era quello di prima, e poi piazzare lo stop dove il grafico lo suggerisce.
L’ordine delle operazioni è invertito, e le conseguenze non sono da poco. Su una posizione con stop stretto rischi forse 15 $, su quella successiva con stop largo 120 $. I tuoi guadagni e le tue perdite non sono più confrontabili, e il totale del tuo mese dipende più da dove sono caduti i tuoi stop che dalla qualità delle tue decisioni.
Questo rende anche illeggibile qualunque bilancio. Sei posizioni in guadagno e quattro in perdita possono benissimo chiudere in negativo se quelle in perdita portavano il triplo del volume. Concludi allora che il tuo metodo non funziona, quando è stato il tuo dimensionamento a parlare più forte di lui.
Che cosa significa l’1 % su una serie
Il vero argomento a favore di una percentuale bassa non è la prudenza, è l’aritmetica del recupero. Una perdita non si recupera con un guadagno della stessa percentuale, perché si applica a un capitale diventato più piccolo.
- perdere il 10 % impone di guadagnare l’11 % per tornare al punto di partenza;
- perdere il 30 % ne impone il 43 %;
- perdere il 50 % ne impone il 100 %.
Applica questo a una serie di perdite e la scelta della percentuale diventa concreta. Dieci posizioni perdenti di fila all’1 % lasciano il conto a meno 9,6 %, recuperabile senza cambiare nulla. Le stesse dieci posizioni al 5 % lo lasciano a meno 40 %, e allora serve guadagnare il 67 % per tornare in pari.
Dieci perdite consecutive non hanno nulla di eccezionale nell’arco di diverse centinaia di posizioni, anche con un metodo che vince più spesso di quanto perda. Una percentuale bassa non è quindi segno di timidezza: è ciò che ti lascia ancora un conto nel momento in cui il tuo metodo torna a esserti favorevole.
Le trappole che fanno mentire la percentuale
La prima, e di gran lunga la più costosa, è la correlazione. Tre posizioni all’1 % aperte insieme su euro, sterlina e dollaro australiano contro il dollaro non sono tre rischi indipendenti dell’1 %. È una scommessa sul dollaro, e vale quasi il 3 %. Il calcolo è giusto posizione per posizione, e falso a livello di conto.
La seconda è lo stop spostato. Uno stop che si allontana perché il prezzo gli si avvicina trasforma retroattivamente il tuo 1 % in quello che vuoi, e di solito in molto di più. La percentuale ha senso solo se lo stop è trattato come una decisione presa prima dell’ingresso.
La terza è che lo stop non è una garanzia. In caso di salto di quotazione, all’apertura della domenica o su una pubblicazione economica, il prezzo può saltare oltre il tuo livello ed essere eseguito più lontano. Il tuo 1 % può diventare 2 o 3 senza che tecnicamente sia andato storto nulla.
La quarta è una confusione tenace con la leva. La leva non determina il tuo rischio, determina il margine impegnato. Due conti con leva diversa che prendono lo stesso volume con lo stesso stop rischiano esattamente la stessa somma. Decidono la distanza dallo stop e il volume, mai la leva.
Come se ne occupa AlphaGPT
Visto che è il nostro argomento, tanto vale dire che cosa ne facciamo. Imposti la tua percentuale una volta. Da lì in poi, ogni analisi legge il capitale reale del tuo conto presso il tuo broker, riprende la distanza tra ingresso e stop del piano proposto, chiede al tuo broker il valore del punto del simbolo esatto interessato e mostra il volume che ne deriva.
La differenza non è tanto il tempo risparmiato, sta altrove: la divisione avviene sempre, compresi i giorni in cui non avresti avuto voglia di farla. E avviene sul tuo capitale del momento, non su quello che avevi in mente.
Questo calcolo funziona anche in sola lettura, con una password investitore, dato che richiede soltanto di consultare il conto. Se questa distinzione non ti dice nulla, è spiegata nella nostra guida sulla password investitore di MT5.
Questa pagina descrive un metodo di calcolo, non una raccomandazione di investimento, e fare trading comporta un rischio di perdita del capitale.