Dove mettere lo stop loss, e perché non altrove
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La risposta breve
Uno stop risponde a una domanda, non a un importo: dove la mia idea diventa falsa? Si mette quindi dall’altra parte del livello che invaliderebbe la tua lettura, e oltre l’escursione ordinaria dello strumento per non uscire su un semplice respiro. L’errore più diffuso è fare il contrario: decidere di voler rischiare cinquanta euro e mettere lo stop alla distanza corrispondente. È il volume ad adattarsi all’importo, mai lo stop.
Lo stop non si sceglie per importo
È l’inversione che costa di più, eppure sembra logica: voglio rischiare cinquanta euro, quindi metto lo stop dove perdo cinquanta euro.
Il problema è che il mercato non conosce il tuo budget. Uno stop messo a quella distanza cade quasi sempre dentro i movimenti normali dello strumento, ed esci per nulla, spesso poco prima che la tua idea si realizzi.
L’ordine corretto è l’inverso: la distanza viene dal grafico, ed è il volume ad adattarsi poi per riportare la perdita a cinquanta euro. Il calcolo completo è nella nostra pagina sul rischio per operazione, e le sue conseguenze da uno strumento all’altro in quella sulla dimensione della posizione per strumento.
I due riferimenti che funzionano
Si combinano, e lo stop si mette oltre entrambi, non oltre uno dei due.
Il primo è strutturale. La tua idea poggia su qualcosa di preciso: un minimo che ha tenuto, un massimo rotto, una zona da cui il prezzo è ripartito. Se quel livello cede, la ragione del trade sparisce. Lo stop va quindi dall’altra parte di quel livello, e da nessun’altra parte.
Il secondo è l’escursione ordinaria. Ogni strumento e ogni time frame hanno un respiro abituale, misurabile con qualsiasi indicatore di escursione media. Uno stop messo dentro quel respiro verrà toccato dal rumore, senza che sia successo nulla.
Quando i due si contraddicono, cioè quando il livello strutturale è più vicino del rumore ordinario, non è lo stop da avvicinare: è l’ingresso a essere scelto male, o il time frame a non andare bene.
Perché mai esattamente sul livello
Due ragioni, una umana e una meccanica.
La prima è che quel livello lo vedono tutti. È proprio lì che si accumulano gli stop, quindi lì che il prezzo va spesso a prendere una coda prima di ripartire. Lasciare un margine oltre il livello costa un po’ di distanza ed evita molte uscite inutili.
La seconda è che lo stop non scatta sul prezzo che vedi. Un acquisto si chiude al prezzo di vendita, quindi il suo stop si misura sul bid; una vendita si chiude al prezzo di acquisto, quindi sull’ask. Su una vendita lo stop viene così raggiunto uno spread prima di quanto suggerisca il grafico, cosa che sorprende sempre la prima volta. Il dettaglio dei due prezzi è nella nostra pagina sui tipi di ordine.
I posti in cui non va messo
Tre posizioni sono sistematicamente cattive, per lo stesso motivo: ci pensano tutti.
Appena sotto un numero tondo, dove gli ordini si accumulano visibilmente. Appena oltre l’estremo del giorno prima o della sessione precedente, uno dei riferimenti più osservati del mercato. E a una distanza tonda dal prezzo di ingresso, del tipo venti punti esatti, che non ha alcun rapporto con quel che fa lo strumento.
Un quarto caso non è un posto ma un momento: uno stop stretto messo appena prima di una pubblicazione economica non protegge nulla, perché il prezzo salta da un livello all’altro senza passare per quelli intermedi. È spiegato nella nostra pagina sul calendario economico.
Una volta messo, non si allontana mai
Allontanare uno stop a trade aperto è la decisione che trasforma una piccola perdita in una grande, ed è quasi sempre la stessa storia: il prezzo si avvicina, ci si convince che il livello terrà, lo si sposta di qualche punto, e poi ancora.
Avvicinarlo è un’altra faccenda. Riportare lo stop al prezzo d’ingresso a trade avviato, o farlo seguire al prezzo, sono decisioni di uscita legittime, a condizione di essere decise prima di entrare e non nell’emozione del momento.
In entrambi i casi, annotalo. Un trade il cui stop è stato spostato non è più quello che avevi previsto, e contarlo come tale falsa qualsiasi rilettura, come spiega la nostra pagina sul diario di trading.
Che cosa fa AlphaGPT
Ogni piano proposto comporta uno stop, ed è a partire dalla distanza fra l’ingresso e quello stop che il volume viene calcolato sul tuo capitale reale. I due vanno insieme: se decidi di mettere il tuo stop altrove, il volume non vale più.
Lo spread è contato in quella distanza, il che evita di dimensionare su uno scarto teorico più favorevole della realtà.
Quel che lo strumento non fa: non sposta i tuoi stop, non li riporta automaticamente al punto di ingresso e non segue il prezzo al posto tuo. Quei gesti si fanno nella tua piattaforma, e restano decisioni tue.
Fare trading comporta un rischio di perdita del capitale.