Che cos’è un CFD?
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La risposta breve
Un CFD, o contratto per differenza, è un contratto con il tuo broker: vi accordate per regolare la differenza di prezzo di un asset fra l’apertura e la chiusura della posizione, senza possedere mai quell’asset. Non c’è nulla da consegnare, nulla da prelevare, e la tua controparte è il broker stesso. Da lì discende tutto il resto: il prezzo mostrato è il suo e non quello di una borsa, ogni strumento ha la propria specifica di contratto, una posizione tenuta da un giorno all’altro si finanzia, e in Europa la leva è limitata dalla regolamentazione.
Un contratto, non un asset
Comprare un CFD su un’azione non ti rende proprietario di alcuna azione. Tu e il tuo broker vi accordate semplicemente per regolare la differenza di prezzo fra il momento in cui apri la posizione e quello in cui la chiudi.
Tre conseguenze immediate. Non c’è nulla da consegnare né da prelevare: tutto si regola in contanti sul tuo conto, in una riga di risultato. Non hai nessuno dei diritti legati all’asset, né possesso reale né diritto di voto. E vendere è esattamente semplice quanto comprare, perché non c’è nulla da prendere in prestito per vendere.
Il punto più importante è anche il meno visibile: la tua controparte è il tuo broker. Non è una sfumatura di vocabolario, è ciò che spiega tutto il resto di questa pagina.
Il prezzo mostrato è quello del tuo broker
Non esiste una borsa centrale dei CFD. Ogni broker pubblica le proprie quotazioni, costruite a partire dai suoi fornitori di liquidità.
Da qui i piccoli scarti fra due broker sullo stesso asset nello stesso istante: uno spread diverso, un massimo di giornata spostato di qualche punto, uno stoppino presente da uno e assente dall’altro. Cambiano anche i nomi, come dettaglia la nostra pagina sui suffissi e i duplicati dei simboli.
Non è un dettaglio quando si legge un grafico: un livello segnato da un broker non cade esattamente nello stesso punto da un altro, ed è dal tuo che il tuo stop sarà toccato o no.
Questo non vuol dire che il prezzo sia inventato. Un broker serio resta molto vicino al mercato di riferimento, sotto il controllo del suo regolatore. Ma è il suo prezzo a decidere la tua esecuzione e il tuo risultato, non quello di un sito di informazione.
La specifica del contratto decide il tuo volume
Un lotto da solo non significa nulla. Su una coppia valutaria un lotto copre di solito 100 000 unità della valuta di base; sull’oro, 100 once; sul Bitcoin, spesso un’unità, ma non ovunque.
Ci sono tre numeri da leggere nella specifica del contratto, dentro la tua piattaforma: la dimensione di contratto, il volume minimo e il passo, e la valuta di regolamento dello strumento. Sono loro a trasformare una distanza in denaro, e quindi un rischio in volume, come dettaglia la nostra pagina sulla dimensione della posizione per strumento.
Questi valori non sono universali: appartengono al tuo broker, e a volte perfino alla variante esatta del simbolo che hai aperto. Darli per scontati significa sbagliare il volume di un fattore dieci senza accorgersene.
Un CFD si finanzia finché lo tieni
Aprire costa lo spread, e a volte una commissione. Tenere costa in più, ogni notte, un finanziamento chiamato swap. Quelle tre voci sono dettagliate nella nostra pagina sul costo reale di un trade.
Si aggiungono due meccanismi propri dei CFD, che spesso sorprendono. Il primo è la rettifica per dividendo sulle azioni e sugli indici a pronti: il giorno dello stacco, al compratore viene accreditato e al venditore addebitato. Compensa il calo meccanico della quotazione, non ti arricchisce.
Il secondo è la coesistenza di due versioni dello stesso asset presso lo stesso broker, frequente su indici e materie prime. Una versione a pronti, senza scadenza, che si finanzia ogni notte. E una versione appoggiata a un contratto a termine, che non si finanzia ma scade a data fissa e va rinnovata. A volte le distingue un semplice suffisso, e sbagliare versione significa sbagliare orari, costi e data di fine.
Che cosa impone il quadro europeo
Presso un’entità europea, un privato gode di tutele che non sono opzionali.
La leva è limitata per tipo di strumento, da 30:1 sulle grandi coppie valutarie a 2:1 sulle criptovalute, come dettaglia la nostra pagina su margine e leva. La protezione dal saldo negativo impedisce al tuo conto di andare in rosso. E il broker è tenuto a mostrare la quota dei suoi clienti privati che perdono denaro, una cifra che si colloca il più delle volte fra il 70 e l’80 %.
Molti gruppi propongono anche un’entità situata fuori dall’Unione europea, dove la leva annunciata è ben più alta. Va saputo che quelle tutele cadono insieme a essa, e che il ricorso in caso di controversia non è più lo stesso.
La qualifica di cliente professionale, su richiesta e a certe condizioni, toglie quei tetti. Toglie anche le tutele che li accompagnano, cosa che raramente viene messa in evidenza.
Che cosa fa AlphaGPT
AlphaGPT non è un broker. Lo strumento non custodisce mai i tuoi fondi, non prende alcuna controparte e non esegue nulla da sé: gli ordini partono verso il tuo conto, presso il tuo broker.
Che cosa fa di tutto questo: l’analisi si basa sui prezzi reali letti presso il tuo broker, e il volume proposto è calcolato a partire dalla dimensione di contratto realmente letta lì, mai da un valore supposto.
Quel che lo strumento non fa: non sceglie il tuo broker, non confronta le loro condizioni e non calcola né la commissione né il finanziamento notturno. Quelle voci stanno nelle condizioni del tuo conto.
Fare trading comporta un rischio di perdita del capitale.