Fair value gap: che cos’è e come tracciarlo
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La risposta breve
Un fair value gap è un vuoto lasciato da un movimento troppo rapido. Si legge su tre candele consecutive: quando il prezzo sale in fretta, il minimo della terza candela resta sopra il massimo della prima, e lo spazio tra questi due livelli è il gap. Quando il prezzo scende in fretta, vale l’immagine speculare. A differenza della maggior parte dei riferimenti Smart Money Concepts, questo si misura senza interpretazione: la regola è aritmetica e due persone che la applicano trovano esattamente la stessa zona.
La regola delle tre candele
Guarda tre candele consecutive nel mezzo di un movimento netto. Nel caso rialzista, confronta il punto più alto della prima candela con il più basso della terza. Se resta uno spazio tra i due, cioè se il minimo della terza sta sopra il massimo della prima, quello spazio è un fair value gap. Il caso ribassista è simmetrico: il massimo della terza resta sotto il minimo della prima.
La candela centrale non entra nel calcolo, è il movimento stesso. Sono le sue vicine a delimitare il vuoto.
Questa precisione meccanica è ciò che distingue il fair value gap da quasi tutto il vocabolario Smart Money Concepts. Un order block richiede di giudicare se un movimento fosse abbastanza netto da contare; un fair value gap no. Due persone che applicano la regola allo stesso grafico ottengono la stessa zona, nello stesso punto, agli stessi livelli. È raro in questo campo, ed è la ragione per cui questo riferimento è il più facile da automatizzare onestamente.
Perché quel vuoto interessa
In un mercato che avanza con calma, ogni livello di prezzo viene attraversato lentamente e tutti hanno il tempo di posizionarsi. Un fair value gap dice esattamente il contrario: il prezzo è passato così in fretta su quel tratto che gli scambi sono stati rari, se non inesistenti da un lato del book.
Da qui nasce l’idea diffusa che il prezzo tenda a tornare a colmare quel vuoto, per riequilibrare ciò che non lo è stato. È un’osservazione empirica, non una legge: si verifica spesso, non sempre, e non esiste alcun meccanismo che obblighi il mercato a tornare. Chi presenta quel ritorno come una certezza sta vendendo qualcosa.
Dietro questa idea c’è una sfumatura utile. Un gap lasciato durante un’accelerazione forte, nel verso della tendenza, non è la stessa cosa di un gap lasciato da una candela isolata di domenica sera. Il primo racconta uno squilibrio, il secondo racconta soprattutto una mancanza di partecipanti.
Colmato, colmato a metà, mai toccato
Un fair value gap conosce tre destini, e distinguerli evita di trarre la conclusione sbagliata:
- viene colmato del tutto, il prezzo ha attraversato l’intera zona;
- viene colmato in parte, spesso fino al suo punto medio, e poi il movimento riprende;
- non viene mai toccato, e resta sul grafico senza produrre nulla.
Il punto medio della zona occupa un posto particolare nella pratica corrente, dato che molti trader considerano sufficiente un ritorno fin lì per parlare di riequilibrio. È un uso diffuso, non una regola: nemmeno qui c’è un’autorità che decida, e troverai letture diverse a seconda della fonte.
Il terzo caso merita di essere detto con franchezza, perché manca sistematicamente nelle presentazioni entusiaste: una parte importante dei gap non viene mai riattraversata. Costruire un piano sull’ipotesi del ritorno, senza chiedersi che cosa si fa se non arriva, significa condannarsi ad aspettare un ingresso che non verrà.
La differenza con un order block
I due concetti vengono confusi di continuo, per un motivo comprensibile: spesso si sovrappongono. Non misurano però la stessa cosa.
Un fair value gap è una misura. Tre candele, due livelli, uno spazio in mezzo. Non c’è nulla da interpretare, solo da calcolare.
Un order block è un ruolo attribuito a una candela. Si indica quella da cui è partito il movimento, il che presuppone di giudicare che quel movimento contasse. Resta una parte di interpretazione ineliminabile.
La sovrapposizione nasce dal fatto che descrivono i due estremi dello stesso evento: l’order block sta all’origine del movimento, il fair value gap nella sua scia. Quando il prezzo torna su una zona in cui i due coincidono, due letture indipendenti indicano lo stesso punto, ed è precisamente per questo che quelle zone attirano più attenzione.
Che cosa non dice
Un fair value gap non dà né direzione né momento. Delimita una zona; non dice se il prezzo vi tornerà, né quando, né che cosa farà arrivandoci.
Non basta nemmeno a se stesso. Un gap preso isolatamente, senza sapere che cosa raccontano i time frame superiori, segna uno spazio su un grafico e niente di più. Il vocabolario che permette di collocarlo in un contesto è raccolto nel nostro glossario Smart Money Concepts.
Infine, la precisione della regola non garantisce l’utilità del risultato. Si può calcolare alla perfezione un riferimento che su un dato mercato non serve a nulla, e fare trading comporta un rischio di perdita del capitale che il rigore di una definizione non riduce.
Come li calcola AlphaGPT
La regola delle tre candele viene applicata così com’è, su più time frame insieme e con le stesse soglie a ogni analisi. Poiché il calcolo non lascia spazio al giudizio, due analisi dello stesso grafico nello stesso istante restituiscono esattamente gli stessi gap.
Ogni zona viene datata e il suo stato seguito, così che un gap già attraversato non venga presentato come nuovo. Viene poi incrociata con la struttura e con le zone descritte nella nostra pagina sull’order block, perché un riferimento isolato vale poco.
Quello che ottieni non è un’immagine annotata ma un piano con numeri, con ingresso, stop, obiettivi e volume commisurato al tuo rischio.