Order block: che cos’è e come riconoscerlo
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La risposta breve
Un order block è l’ultima candela di un verso appena prima di un movimento rapido in senso opposto che rompe la struttura. Prima di un rialzo è l’ultima candela ribassista; prima di un ribasso, l’ultima rialzista. Si conserva come zona perché segna il punto da cui è partito lo squilibrio, e si osserva il ritorno del prezzo su di essa. Il nome nasce dall’idea che lì siano stati piazzati grandi ordini istituzionali: è un’interpretazione, non un dato osservabile.
La definizione più diffusa
Prendi un rialzo netto su un grafico. Torna indietro fino all’ultima candela ribassista prima che quel rialzo iniziasse: è quello l’order block rialzista. Il caso opposto funziona allo stesso modo, l’ultima candela rialzista prima di una discesa netta diventa l’order block ribassista.
Il ragionamento è facile da enunciare. Perché un movimento parta così in fretta, deve essersi formato uno squilibrio importante in un punto preciso, e quell’ultima candela controcorrente è il miglior candidato disponibile per indicarlo. Il nome order block viene dall’ipotesi che lì siano stati assorbiti ordini istituzionali di grande taglia.
Su questo conviene essere chiari, perché la maggior parte dei contenuti lo aggira: quell’ipotesi non è verificabile su un grafico. Non hai accesso né al book degli ordini né all’identità dei partecipanti. Ciò che osservi è una zona da cui è partito un movimento rapido. Che l’abbiano causata gli istituzionali o altro non cambia nulla di ciò che puoi farne, e raccontarsi la storia opposta è il modo migliore per sopravvalutare l’affidabilità del riferimento.
Le tre condizioni che lo distinguono da una candela qualunque
Non tutte le candele che precedono un rialzo sono order block, altrimenti ce ne sarebbe uno ogni tre candele. Tre condizioni ricorrono in praticamente tutte le letture serie:
- è l’ultima candela del suo verso prima del movimento, non una candela qualsiasi della zona;
- il movimento che segue è rapido e rompe una struttura precedente, un massimo o un minimo che fino a quel momento teneva;
- la zona non è stata riattraversata da quando si è formata.
La seconda è quella che elimina più falsi positivi. Un movimento fiacco che sale di pochi punti senza rompere nulla non qualifica la candela che lo precede. Quello che si cerca è una partenza decisa che invalidi ciò che il grafico raccontava prima, cioè una rottura di struttura.
La terza è quella che si dimentica più spesso. Una zona già attraversata ha assolto il suo compito: il prezzo è tornato e ciò che doveva accadervi è accaduto. Tenerla una seconda volta significa trattare come nuovo un riferimento già consumato. È per questo che la freschezza di una zona conta quanto la sua qualità.
Due modi di tracciarlo, e cosa cambia
Individuata la candela, occorre farne una zona, e qui non c’è consenso. Una scuola traccia il corpo della candela, dall’apertura alla chiusura. Un’altra traccia dall’ombra superiore a quella inferiore, cioè l’ampiezza completa.
La differenza non è estetica. La zona larga viene toccata più spesso, quindi offre più occasioni e più falsi allarmi. La zona stretta viene toccata di rado, quindi perde movimenti ma sbaglia meno quando scatta. E poiché lo stop si colloca quasi sempre dall’altro lato della zona, la scelta decide anche la dimensione del rischio che assumi su ogni posizione.
Nessuna delle due è corretta in assoluto. Quel che conta è sceglierne una e non cambiarla, perché alternare secondo ciò che fa comodo sul momento equivale a non avere alcuna regola.
Che cosa un order block non dice
Tre cose da tenere a mente, e che non compaiono quasi mai nei video che presentano questo concetto.
Un order block non prevede nulla. Indica un punto del grafico in cui è successo qualcosa, e niente di più. Buona parte delle zone individuate non viene mai riattraversata, e il prezzo semplicemente prosegue.
Un ritorno del prezzo sulla zona non è un segnale di acquisto. È il momento in cui si guarda, non quello in cui si clicca. Ciò che accade dentro la zona in quel ritorno, cioè come il prezzo vi reagisce, fa tutta la differenza tra un’inversione e un semplice passaggio.
Infine, nessuna autorità definisce questo termine. Troverai definizioni in concorrenza tra loro a seconda della fonte, e due strumenti possono mostrare zone diverse sullo stesso grafico senza che nessuno sia difettoso. Fare trading comporta un rischio di perdita del capitale, e nessun riferimento grafico lo elimina.
L’errore più frequente
Consiste nel segnare order block su un grafico di cui conosci già il seguito. Sullo storico, l’ultima candela ribassista prima del rialzo salta all’occhio, perché il rialzo è lì davanti e sai che è avvenuto. In diretta, quella stessa candela è indistinguibile dalle dieci precedenti, e saprai solo a posteriori quale fosse quella giusta.
Il secondo errore, più silenzioso, consiste nell’individuare un order block su un time frame minuscolo e giocarlo contro ciò che dice un time frame grande. Un riferimento valido su cinque minuti non pesa nulla di fronte a una tendenza giornaliera, e la gerarchia tra i time frame è dettagliata nel nostro glossario Smart Money Concepts.
Il fair value gap, invece, si misura in modo meccanico e non soffre di questa ambiguità: lo spieghiamo nella pagina dedicata.
Come li individua AlphaGPT
Visto che è il nostro argomento, tanto vale dire che cosa ne facciamo. AlphaGPT applica le tre condizioni con il calcolo, sempre con la stessa soglia: individuazione di massimi e minimi, rilevamento delle rotture di struttura, poi risalita fino all’ultima candela controcorrente.
Ogni zona viene poi datata. Una zona formata tre candele fa e una formata ottanta candele fa non pesano allo stesso modo, e quelle già riattraversate vengono scartate anziché riciclate. La lettura avviene su più time frame insieme, che è esattamente ciò che evita di giocare un riferimento minuscolo contro la tendenza.
Quello che ottieni non è un’immagine annotata ma un piano con numeri, con ingresso, stop, obiettivi e volume commisurato al tuo rischio. E quando nessuna zona regge, l’analisi lo dice invece di inventare un segnale.